Il Movimento Volontario: Controllo, Aree Corticali e Programmazione

Il Movimento Volontario: Controllo, Aree Corticali e Programmazione

Il movimento volontario, o finalizzato, rappresenta la forma più complessa e affascinante dell’agire umano. A differenza dei riflessi, non è una semplice risposta a uno stimolo, ma un’azione pianificata per raggiungere uno scopo preciso.

In questo articolo esploreremo le strutture neurobiologiche che rendono possibile il movimento: dalla nascita dell’intenzione nella corteccia cerebrale fino all’esecuzione muscolare, passando per il ruolo cruciale della programmazione e del controllo sensoriale.

Il Controllo del Movimento Volontario: Le Fasi

Un movimento volontario non è un evento istantaneo, ma il risultato di una sequenza di attività nervose che possiamo suddividere schematicamente in quattro fasi:

  1. Ideazione: La nascita dell’intenzione e la definizione dell’obiettivo (es. “voglio prendere quel bicchiere”).
  2. Programmazione (Fase Strategica): La decisione sulle modalità con cui raggiungere l’obiettivo. Coinvolge la scelta dei muscoli e delle sequenze motorie.
  3. Esecuzione (Fase Tattica): L’invio del comando ai muscoli per compiere l’atto.
  4. Controllo: La verifica in tempo reale del movimento rispetto all’intenzione, grazie ai feedback sensoriali.

I dati sperimentali indicano che queste fasi hanno origine in zone diverse della corteccia cerebrale. Ad esempio, prima ancora che un dito si muova, si osserva un’attivazione nelle aree parietali (progettazione), seguita da un’attivazione della corteccia frontale (esecuzione).

Il Ruolo delle Aree Associative e Sottocorticali

L’area associativa integra le informazioni sensoriali (posizione del corpo, ostacoli ambientali) per scegliere l’obiettivo. Gli stimoli possono giungere all’area motrice direttamente o tramite strutture sottocorticali come il neocerebello e i gangli della base, che custodiscono programmi motori già memorizzati.

Fondamentale è anche l’adattamento posturale: ogni movimento modifica l’equilibrio del corpo, richiedendo correzioni riflesse (vestibolari e cerebellari) spesso anticipate in modo inconsapevole (integrazione posturo-cinetica).

Le Aree Motorie Corticali e l’Homunculus

Grazie agli studi di Brodmann e Penfield, sappiamo che esiste una precisa rappresentazione topografica del corpo sulla corteccia cerebrale, nota come Homunculus Motorio.

  • Area Motrice Primaria (Area 4): Situata nel lobo frontale, anteriormente alla scissura di Rolando. La sua stimolazione provoca movimenti nella parte opposta del corpo (controllo controlaterale).
  • Somatotopia: Le diverse parti del corpo sono rappresentate in modo ordinato, ma non proporzionale alle dimensioni reali. Mani, labbra e lingua occupano una superficie molto più vasta rispetto al tronco o alle gambe, riflettendo la finezza e la complessità dei movimenti che possono compiere.

Oltre all’area primaria, esistono altre zone fondamentali:

  • Area Premotoria: Attiva nella contrazione di gruppi muscolari complessi, specialmente del tronco e degli arti.
  • Area Motoria Supplementare: Coinvolta nel movimento sincrono e nella coordinazione bimanuale.

I Sistemi Discendenti: Le Vie Piramidali

Come arriva il comando dal cervello ai muscoli? La via principale è costituita dalle vie piramidali. Queste fibre nascono dalle grandi cellule piramidali della corteccia (strati 3 e 5) e scendono verso il midollo spinale.

A livello del bulbo cerebrale, la maggior parte di queste fibre incrocia (decussazione delle piramidi), spiegando perché l’emisfero sinistro controlla la parte destra del corpo e viceversa. Le fibre terminano sui motoneuroni del midollo, responsabili dell’attivazione diretta dei muscoli. La rapidità di questo sistema permette l’esecuzione di movimenti veloci e precisi.

Programmazione Motoria e Neuroni Specchio

Gli studi più recenti hanno cercato di capire come si passi dall’idea all’azione. Esperimenti sulle scimmie e tecniche di imaging sull’uomo hanno mostrato che l’area premotoria (Area 6) si attiva già nella fase di preparazione del gesto, anche se poi il movimento non viene eseguito.

Un’area di grande interesse è la corteccia parietale posteriore, che invia informazioni alle aree premotorie. È qui che entrano in gioco i famosi neuroni specchio (scoperti da Rizzolatti): questi neuroni si attivano non solo quando compiamo un’azione, ma anche quando vediamo qualcun altro compierla. Questo meccanismo è fondamentale per l’apprendimento motorio per imitazione e per la comprensione delle azioni altrui.

Trasformazioni Visuo-Motorie: Vedere per Agire

La programmazione del movimento non può prescindere dalla vista. Il sistema nervoso deve rispondere a due domande essenziali:

  1. COSA è l’oggetto? (Via ventrale verso il lobo temporale: analisi qualitativa).
  2. DOVE si trova e COME raggiungerlo? (Via dorsale verso il lobo parietale: analisi spaziale e pragmatica).

Sono stati identificati tre circuiti specifici che collegano la visione al movimento:

  • Controllo dei movimenti oculari (Area 8).
  • Movimenti di raggiungimento nello spazio (Area 7b).
  • Movimenti di prensione della mano, che codificano il tipo di presa necessario in base alla forma dell’oggetto.

L’ipotesi attuale è che il cervello possieda un “vocabolario” di atti motori potenziali (prendere, spingere, lanciare). La vista dell’oggetto attiva questi schemi potenziali, che vengono poi “liberati” o inibiti dalla decisione volontaria di agire.


Adattato da lezioni universitarie sul controllo motorio.

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