Lo sviluppo psicomotorio del bambino nei primi mesi di vita è un processo affascinante e complesso, in cui la maturazione biologica si intreccia indissolubilmente con l’esperienza affettiva e relazionale. Dalla nascita fino ai primi passi, il neonato compie un viaggio straordinario verso l’autonomia, passando da una condizione di totale dipendenza a una progressiva scoperta del mondo.
In questo articolo, esploreremo le tappe fondamentali della motricità neonatale, l’importanza dei riflessi arcaici e il ruolo cruciale della relazione materna nello sviluppo della mente infantile.
La Motricità del Neonato e le Prime Relazioni Affettive
Alla nascita, il neonato ha già vissuto circa nove mesi di vita prenatale, un periodo che lo ha preparato ad affrontare l’ambiente esterno. Tuttavia, nei primi tempi, la sua esistenza è ancora fortemente legata alla madre, configurandosi come una sorta di “utero sociale”.
Mentre nel grembo materno le esigenze metaboliche erano soddisfatte automaticamente, dopo la nascita il bambino sperimenta l’alternanza tra sensazione di privazione (fame) e soddisfazione. Le funzioni vegetative come respirazione, alimentazione e digestione diventano centrali, giustificando la definizione freudiana di stadio narcisistico primario.
Il Tono Muscolare e la Gravità
Nei primi giorni, le funzioni di relazione spontanee sono ancora limitate. Il neonato deve confrontarsi con la forza di gravità senza possedere ancora un tono muscolare antigravitario sufficiente per sostenersi. La sua motricità è caratterizzata da:
- Reazioni impulsive localizzate agli arti;
- Tensioni massive della muscolatura dell’asse corporeo (capo, tronco, bacino).
Queste reazioni sono spesso segnali di crisi legate a bisogni primari. Tuttavia, se stimolato, il neonato rivela un ricco patrimonio di riflessi neonatali, coordinati dal midollo e dal tronco dell’encefalo, in attesa che subentri il controllo della corteccia cerebrale.
Il Comportamento Spontaneo: Postura e Riflessi Arcaici
Osservando un neonato in stato di quiete, notiamo una postura in flessione dei quattro arti. Un fenomeno interessante è il riflesso tonico asimmetrico del collo: se si ruota la testa del bambino di lato, si estendono gli arti verso cui è rivolto il viso, mentre quelli opposti si flettono (posizione dello “schermitore”).
I Riflessi Somatici Arcaici
I riflessi arcaici sono reazioni innate, caratteristiche dei primi due mesi, fondamentali per la sopravvivenza e lo sviluppo futuro. Tra i più importanti ricordiamo:
- La marcia automatica: se sostenuto sotto le ascelle con i piedi che toccano una superficie, il neonato compie i movimenti del cammino.
- Il riflesso di prensione (Grasping): stimolando il palmo della mano, il bambino chiude le dita con forza.
- Il riflesso di Moro: in risposta a un movimento brusco o alla sensazione di caduta, il bambino apre le braccia e inarca la schiena, come per aggrapparsi.
- Il riflesso di suzione: fondamentale per l’alimentazione, attivato dal contatto con le labbra.
Sviluppo dei Sensi e Relazione Madre-Bambino
Fin dalla nascita, il neonato non è passivo. I suoi sensi sono pronti a captare segnali dal mondo, specialmente quelli provenienti dalla madre.
Vista, Udito e Olfatto
- Vista: Il neonato vede meglio a una distanza di 25-30 cm, esattamente la distanza del viso della madre durante l’allattamento. È attratto dai contorni, dai movimenti e dai forti contrasti (bianco/nero).
- Udito: Già attivo prima della nascita, permette al bambino di riconoscere e preferire la voce materna, che ha un effetto calmante.
- Olfatto e Gusto: Sono strumenti di sopravvivenza che guidano il bambino verso il seno materno e il latte.
Il contatto cutaneo, le carezze e l’allattamento non sono solo nutrimento fisico, ma avviano quel “dialogo tonico” essenziale per la costruzione della mente e dell’equilibrio affettivo. Verso le otto settimane, questa comunicazione si arricchisce di sorrisi, vocalizzi e sguardi intenzionali.
Il Sorriso e l’Angoscia dell’Estraneo
Il primo sorriso (intorno ai due mesi) è inizialmente una risposta automatica a una configurazione simile a un volto umano (il primo “organizzatore” psichico secondo Spitz). Verso i sei-otto mesi, però, il bambino impara a distinguere il volto materno dagli altri. Di conseguenza, il sorriso indiscriminato scompare e compare l’angoscia dell’estraneo (secondo organizzatore): la madre diventa insostituibile e la sua assenza è vissuta con timore.
Le Tappe della Maturazione Motoria: Dalla Nascita ai 18 Mesi
Lo sviluppo motorio segue la legge cefalo-caudale (dalla testa ai piedi) e prossimo-distale (dal centro verso le estremità). La conquista della posizione eretta e del cammino è una delle grandi imprese del primo anno di vita.
| Età | Indicatore di Sviluppo |
|---|---|
| 0-1 mese | Posizione fetale; da prono solleva il mento. |
| 3-4 mesi | Cerca di afferrare oggetti; da seduto (con appoggio) tiene la testa. |
| 6-7 mesi | Sta seduto sul seggiolone; afferra oggetti; seduto senza appoggio. |
| 8-9 mesi | Sta in piedi se aiutato o appoggiandosi. |
| 10-11 mesi | Gattona (trasloca carponi); cammina se sostenuto. |
| 12-13 mesi | Si alza in piedi da solo; sale gradini carponi. |
| 14-15 mesi | Sta in piedi da solo; cammina senza aiuto. |
L’acquisizione dell’equilibrio dipende dalla maturazione del sistema visuo-vestibolo-cerebellare e si perfeziona con l’esercizio stesso del cammino.
Lo Sviluppo della Prensione e della Manipolazione
Parallelamente alla postura, si sviluppa la capacità di afferrare e manipolare oggetti, una competenza chiave per l’intelligenza umana. Questo processo attraversa diverse fasi:
- Coordinazione Occhio-Mano (4-6 mesi): Il bambino segue la mano con lo sguardo e inizia ad afferrare oggetti volontariamente. L’avvicinamento è inizialmente laterale (“a rastrello”).
- Prensione Cubito-Palmare (6 mesi): L’oggetto viene afferrato tra le ultime dita e il palmo.
- Prensione Digito-Palmare (7 mesi): L’uso delle dita diventa più preciso.
- Prensione Radio-Digitale e Pinza (8-9 mesi): Compare l’uso del pollice in opposizione. Prima si sviluppa la “pinza inferiore” (pollice e indice laterale), poi la “pinza superiore” (polpastrelli di pollice e indice), permettendo di raccogliere oggetti piccolissimi.
Dopo i dieci mesi, grazie alla maturazione delle fibre nervose piramidali, il bambino affina ulteriormente la motricità fine: può lanciare, strappare, aprire scatole e iniziare a usare strumenti come il cucchiaio, entrando così nella fase della manipolazione intelligente.
Testo tratto e adattato da “Lo sviluppo psicomotorio del bambino” di Marco Paolo Dellabiancia.


