Dal Sistema Limbico al Cervello Emotivo: Evoluzione e Funzioni

Dal Sistema Limbico al Cervello Emotivo: Evoluzione e Funzioni

Tradizionalmente, per sistema limbico s’intende un gruppo di strutture neurologiche situate tra il tronco encefalico e la corteccia cerebrale. Questa zona è fondamentale per comprendere la nostra vita emotiva e i meccanismi di sopravvivenza.

In questo articolo, esploreremo l’evoluzione dal cervello “rettiliano” al cervello emotivo, fino alla complessità della neocorteccia umana.

Il Tronco Encefalico: La Parte Primitiva

Il tronco encefalico è la parte più primitiva del cervello che l’uomo ha in comune con tutte le specie dotate di un sistema nervoso particolarmente sviluppato. Esso circonda l’estremità cefalica del midollo spinale e svolge funzioni vitali:

  • Regola funzioni vegetative fondamentali per assicurare la sopravvivenza.
  • Controlla reazioni e movimenti stereotipati.

Questa struttura era la parte dominante del cervello nell’era dei rettili. Da questa base primitiva derivarono poi i cosiddetti centri emozionali. Milioni di anni dopo, da questi centri si evolsero le aree del cervello pensante: la neocorteccia.

Il fatto che il cervello pensante si sia evoluto da quello emozionale ci dice molto sui rapporti tra pensiero e sentimento: molto prima che esistesse un cervello razionale, esisteva già quello emozionale.

Il Ruolo dell’Olfatto: Il Rinencefalo

Le radici più antiche della nostra vita emotiva affondano nel senso dell’olfatto, cioè nel lobo olfattivo o rinencefalo. Nei rettili, uccelli, anfibi e pesci questo rappresenta la regione suprema del cervello.

Infatti, in epoche remote, l’olfatto era un senso di importanza fondamentale ai fini della sopravvivenza. Il centro olfattivo era costituito da un sottile strato di neuroni che recepiva lo stimolo olfattivo e lo classificava nelle principali categorie:

  • Nemico o predatore;
  • Pasto potenziale;
  • Partner sessualmente disponibile;
  • Cibo commestibile o tossico.

Un secondo strato di cellule (l’ipotalamo) inviava, attraverso il sistema nervoso, messaggi riflessi per informare l’organismo sul da farsi: avvicinarsi, fuggire, inseguire, mordere o sputare.

La Nascita del Sistema Limbico

Dal momento che per noi umani gli stimoli olfattivi sono diventati meno cruciali, nel corso dell’evoluzione questo sistema ha assunto altri ruoli. Già con la comparsa dei primi mammiferi, dal lobo olfattivo incominciarono ad evolversi gli antichi centri emozionali.

Questi centri divennero abbastanza grandi da circondare l’estremità cefalica del tronco cerebrale. Per questo motivo, questa parte del cervello venne chiamata sistema limbico, dal latino “limbus” che significa anello.

Questa nuova parte del cervello aggiunse al repertorio cerebrale le reazioni emotive che hanno specificamente a che fare con le quattro funzioni della sopravvivenza:

  1. Nutrizione;
  2. Lotta;
  3. Fuga;
  4. Riproduzione.

A queste si aggiunsero le emozioni proprie come ira, rabbia, paura, piacere e desiderio.

Apprendimento e Memoria

Quando si evolse ulteriormente, il sistema limbico perfezionò altri due strumenti fondamentali: l’apprendimento e la memoria.

Questo consentiva ad un animale d’essere più intelligente nelle sue scelte per la sopravvivenza. Poteva infatti modulare le proprie risposte in modo molto più consono ad esigenze e situazioni mutevoli, senza dover più reagire in modo automatico e rigido. Il fatto che il sistema limbico abbia un ruolo chiave nel processo di memorizzazione delle nostre esperienze di vita, ne fa un esempio di evoluzione che “ristruttura vecchie stanze” affinché possano assolvere a nuove funzioni.

La Neocorteccia e il Legame Affettivo

Fu l’aggiunta della neocorteccia e delle sue connessioni con il sistema limbico a permettere evoluzioni comportamentali complesse, come ad esempio il legame madre-figlio.

Questo sentimento rende possibile lo sviluppo umano (e dei mammiferi superiori), rappresentando la base della dedizione a lungo termine necessaria per allevare i figli. Al contrario, nelle specie prive di neocorteccia, come i rettili, manca l’affetto materno: quando i piccoli escono dall’uovo, devono nascondersi immediatamente per non essere divorati dai loro stessi genitori.

Negli esseri umani, il legame protettivo tra genitori e figli consente che gran parte della maturazione del sistema nervoso prosegua nel corso dell’infanzia. Durante questo periodo, il cervello continua a svilupparsi e, mentre la massa della neocorteccia aumenta, si osserva un moltiplicarsi esponenziale delle interconnessioni dei circuiti cerebrali.

Quanto più grande è il numero di tali connessioni, tanto più ampia è la gamma delle possibili risposte. La neocorteccia rende possibili anche le finezze e la complessità della vita emozionale.

L’Influenza dei Centri Emozionali

Ciò conferisce ai centri emozionali l’immenso potere di influenzare il funzionamento di tutte le altre zone del cervello, compresi i centri del pensiero.

Tuttavia, senza l’influenza modulatrice della neocorteccia, l’attività del sistema limbico può essere la causa di crisi anormali e incontrollabili di rabbia o di paura. La normale espressione delle emozioni richiede, quindi, anche il contributo delle aree più evolute del cervello.

Omeostasi: L’Equilibrio del Corpo

Il sistema limbico è anche l’area del cervello che aiuta a mantenere l’omeostasi, ossia un ambiente costante nel corpo. I meccanismi omeostatici localizzati nel sistema limbico regolano funzioni vitali come:

  • Il mantenimento della temperatura corporea;
  • La pressione arteriosa;
  • Il ritmo cardiaco;
  • Il livello di zuccheri nel sangue.

In assenza di un sistema limbico noi saremmo a “sangue freddo” come i rettili. Non potremmo regolare il nostro stato interno per mantenere la temperatura costante nonostante le condizioni esterne di caldo e freddo.

Una persona in coma, pur avendo perduto temporaneamente l’uso di quelle porzioni della neocorteccia richieste per rispondere al mondo esterno, continua a vivere proprio perché il sistema limbico, insieme con il tronco encefalico, mantiene e regola le funzioni corporee vitali.


Adattato da un lavoro di A. Marotta.

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