Emisferi Cerebrali: Funzioni, Differenze e Specializzazione

Emisferi Cerebrali: Funzioni, Differenze e Specializzazione

Il nostro cervello è caratterizzato da una configurazione dicotomica affascinante: la corteccia cerebrale è divisa in due emisferi cerebrali. Sebbene appaiano quasi identici e speculari, queste due metà svolgono funzioni diverse e complementari, rappresentando simbolicamente un modello di “coppia di opposti”.

Tuttavia, è fondamentale ricordare che essi non lavorano in isolamento. Interagiscono sinergicamente per costituire un’unica unità funzionale, essenziale per l’adattamento e lo sviluppo dell’essere umano.

Anatomia e Connessione: Il Corpo Calloso

Gli emisferi cerebrali (destro e sinistro) sono le strutture nervose più recenti dal punto di vista filogenetico, appartenenti alla neocorteccia. Essi “parlano” tra loro costantemente tramite un enorme fascio di fibre nervose che li collega, chiamato corpo calloso.

Molte delle informazioni sul loro funzionamento provengono dallo studio di pazienti che, per ragioni mediche, hanno subito la resezione chirurgica di queste fibre, vivendo di conseguenza con una sorta di “cervello diviso” (split-brain).

Controllo Incrociato e Differenze Fisiche

Una delle caratteristiche primarie è il controllo incrociato del corpo:

Ciò accade perché le fibre nervose si incrociano a livello del midollo allungato. Esistono anche sottili differenze anatomiche: l’emisfero destro sembrerebbe essere leggermente più pesante e con una corteccia più spessa, mentre il sinistro presenta una porzione temporale più estesa.

La Specializzazione Funzionale

Le differenze non si limitano alla motricità, ma riguardano profondamente le funzioni cognitive.

L’Emisfero Sinistro: Analisi e Linguaggio

L’emisfero sinistro è stato storicamente il più studiato, grazie alla facilità di individuare i sintomi in caso di lesioni (come le afasie). Già nel 2500 a.C., i medici egiziani notarono l’associazione tra disturbi del linguaggio e paralisi del lato destro del corpo.

Le sue caratteristiche principali sono:

  • Funzioni Linguistiche: È specializzato nella comunicazione verbale.
  • Elaborazione Analitica: Eccelle nei processi di analisi, categorizzazione e nella capacità di scomporre una configurazione globale nei suoi elementi costituenti (che si tratti di una figura, un problema o un concetto).
  • Sequenzialità: È abile nelle sequenze motorie fini.

L’Emisfero Destro: Sintesi e Spazio

L’emisfero destro è stato studiato più tardi a causa della sua relativa “asintomaticità” nelle lesioni evidenti. Tuttavia, la ricerca moderna ha svelato il suo ruolo cruciale:

  • Visuo-Spaziale: È specializzato nell’elaborazione di stimoli visivi, nella rappresentazione mentale dello spazio e nella rotazione mentale degli oggetti.
  • Elaborazione Olistica: Al contrario del sinistro, il destro opera per sintesi. Percepisce la globalità di una struttura, unendo i dettagli per cogliere l’insieme (es. riconoscere un volto o un’immagine complessa).
  • Emozioni e Musica: È strettamente collegato al lato affettivo, al riconoscimento delle espressioni facciali, alla percezione e produzione musicale.

Evoluzione: Dalla Mano alla Parola

Da un punto di vista filogenetico, la specializzazione dell’emisfero sinistro per il linguaggio e la preferenza manuale destra sembrano essere peculiarità dell’Homo sapiens. Questa asimmetria funzionale è probabilmente legata a una tappa evolutiva fondamentale: la stazione eretta.

Liberare gli arti superiori ha permesso all’uomo di manipolare oggetti e strumenti, stimolando una specializzazione cerebrale. Una teoria affascinante suggerisce che, originariamente, il linguaggio fosse di tipo gestuale. Poiché la mano destra (controllata dal sinistro) era più abile nelle sequenze motorie fini, l’emisfero sinistro ha assunto un ruolo guida nella comunicazione, che successivamente si è evoluta nella forma verbale.

Oltre la Dicotomia Rigida

La neuropsicologia moderna tende a rifiutare modelli troppo semplicistici o “fantasiosi” che vedono una separazione netta tra un cervello “logico-razionale” e uno “creativo-artistico”.

È indubbio che i due emisferi funzionino come un’unica struttura. La plasticità neuronale dimostra che, in caso di lesioni, altre aree possono talvolta vicariare le funzioni perse.

Tuttavia, il modello che distingue tra una specializzazione analitico-verbale e una sintetico-spaziale, se non inteso come una barriera rigida, rimane coerente con molte osservazioni cliniche e psicoanalitiche.


Autore: Paolo Cogorno. Note integrative di M.P. Dellabiancia.

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